
Dalle seconde case date in comodato ai fabbricati storici, fino alle coppie con residenze diverse: le agevolazioni da controllare prima dell’acconto del 16 giugno e della dichiarazione del 30 giugno
Manca poco alla scadenza dell’acconto Imu 2026. Per la maggior parte dei contribuenti il primo appuntamento è il 16 giugno 2026 e il saldo poi dovrà essere pagato entro il 16 dicembre. Ma è conveniente verificare subito la propria posizione, perché ci sono esenzioni e riduzioni che possono fare la differenza sull’importo dovuto. In particolare, chi possiede immobili concessi in comodato, fabbricati storici, abitazioni inagibili o si trova in situazioni familiari particolari potrebbe avere diritto a benefici fiscali spesso poco conosciuti ma pienamente validi anche per il 2026. E bisogna segnarsi sul calendario anche una seconda data. Entro il 30 giugno 2026 va presentata la dichiarazione Imu in caso di variazioni avvenute nel 2025 che il Comune non può conoscere autonomamente.
Chi deve pagare l’Imu nel 2026
L’Imu riguarda principalmente gli immobili diversi dall’abitazione principale. Devono pagare l’imposta i proprietari di seconde case; abitazioni affittate; immobili sfitti; uffici e studi professionali; negozi e locali commerciali; capannoni e immobili produttivi; aree edificabili e terreni agricoli non esenti. L’imposta è dovuta




