
Dalle guerre all’intelligenza artificiale, c’è chi usa problemi veri per montarci sopra delle teorie apocalittiche
L’industria del panico è sempre iperattiva, non si riposa 1 minuto. Abbiamo avuto il panico ambientalista per l’apocalisse climatica, la fine del mondo dietro l’angolo, il panico per le guerre che dovevano provocare il collasso dell’economia globale e, più di recente, il panico per l’intelligenza artificiale che ci renderà tutti disoccupati e poveri. Naturalmente i tre temi che ho appena citato sono reali, non vengono inventati dai fautori dell’allarmismo.
Il cambiamento climatico c’è, le guerre purtroppo pure. E lo stesso vale per l’intelligenza artificiale. Tuttavia c’è chi usa questi problemi veri per montarci sopra delle teorie apocalittiche, alimentare il catastrofismo e, appunto, l’industria del panico. È un’industria abbastanza interessata. Vi faccio un paio di esempi. Stando a previsioni che circolavano ampiamente un mese fa, a quest’ora doveva essere finito il kerosene per i voli, per gli aerei, il carburante per gli aerei.
Ricordatevi i titoli di un mese fa davano per certo che non avremo più potuto volare, per via ovviamente della guerra del Golfo, lo stretto di Hormuz. Ecco, io sono appena atterrato a Venezia da Bruxelles. Prima ero arrivato da




