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Amadori, dalle carni bianche alla strategia verde: puntiamo sulle nuove proteine per crescere ancora

di Isidoro Trovato

I piani dell’azienda da 1,8 miliardi di ricavi che, dopo l’acquisizione di Unconventional, accelera sui prodotti vegetali e diventa il terzo player del Paese. Il ceo Denis Amadori: oggi un quinto del mercato è «flexetariano»

Un mondo colorato, fatto di proteine. È il polo creato da Amadori negli anni ma con una forte accelerazione dovuta alle ultime acquisizioni. L’evoluzione e la visione strategica del gruppo sono racchiuse nel corporate brand «The Italian Protein Company», creato nel 2024 (1 miliardo e 800 milioni di fatturato): proteine bianche provenienti da carne di pollo e tacchino; proteine gialle da uova e ovoprodotti; proteine rosa da carne di suino e proteine verdi da specialità vegetali (Amadori è stata la prima azienda del proprio comparto a entrare nel mercato plant-based).
«Al centro del modello Amadori c’è il concetto di filiera, “architrave” di tutto il sistema — spiega Denis Amadori, amministratore delegato del gruppo —. Una filiera italiana, integrata e controllata in ogni fase. Si tratta di un progetto nato nel 2023 e che oggi sta dando pieni risultati: le proteine democratiche, accessibili che danno piena libertà di scelta. Stiamo andando incontro alle nuove esigenze del consumatore: oggi un quinto

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