di Innocenzo Cipolletta
In Italia, ma non solo, viviamo una fase in cui è la crescita che determina la produttività, non il contrario. Cercare di aumentare la produttività attraverso maggiori investimenti, impianti sofisticati e introducendo innovazione senza un aumento della domanda è un rischio. Soprattutto per i lavoratori
In un articolo di Dario Di Vico (L’Economia del 25 maggio) si dà notizia di un gruppo di consegne a domicilio che, grazie all’intelligenza artificiale, ridurrà il personale di 42 lavoratori, tutti nelle mansioni impiegatizie (colletti bianchi), mentre presumibilmente non ridurrà il numero dei rider, ossia del personale che consegna i prodotti a domicilio (anzi, probabilmente li aumenterà). Questo è un caso in cui, ferme restando alcune ipotesi per semplicità di calcolo, l’introduzione dell’IA può generare un aumento dei profitti per l’impresa, un aumento di occupazione, ma anche una riduzione della produttività complessiva.
Il caso pratico
Nell’esempio in tabella (sopra), si suppone che una società di consegne a domicilio ipotetica, prima di introdurre l’Ai, abbia 100 impiegati e 1000 rider, quindi complessivamente 1.100 addetti. Supponiamo che gli impiegati abbiano una retribuzione pari a 30 mentre per i rider la retribuzione sia pari a 10. Il costo




