di Paolo Conti
Ida Oggiano, dirigente di ricerca all’Istituto di scienze del Patrimonio culturale del CNR e docente al Pontificio Istituto Biblico di Roma, lancia un grido di dolore per «il mio amato Libano»: «Dal 2023 siamo stati costretti a interrompere i lavori, non abbiamo più informazioni su che cosa sia accaduto in quella zona»
«L’intero territorio del Libano è ricchissimo di tesori archeologici: il Paleolitico, il preclassico con i Fenici, poi l’Ellenismo, i lasciti romani e quelli medievali, per esempio proprio il Castello di Beaufort così simbolico. La guerra sta distruggendo tutto per sempre: la storia, la memoria dei luoghi, le tracce del passato di un intero popolo. E dieci anni di risultati dei nostri scavi sono in gravissimo pericolo. Se posso permettermi, vorrei fare mie le parole del presidente Sergio Mattarella: “Il Libano è stato colpito in modo brutale, basta con la prepotenza delle armi”».
L’archeologa Ida Oggiano è Dirigente di ricerca all’Istituto di scienze del Patrimonio culturale del CNR- Consiglio Nazionale delle Ricerche e insegna Geografia e Archeologia del Vicino Oriente Antico al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Si commuove parlando del «mio amato Libano». E




