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«Negli Stati Uniti si rischia il ritorno ai giorni della mia infanzia, quando il razzismo era esplicito, accettato, istituzionale»

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di Martino Mazzonis

Il sociologo Aldon Morris, cresciuto nel Mississippi degli anni Cinquanta, spiega che, 17 anni dopo la storica elezione di Obama, la vita dei neri è tornata a essere difficile: « I bianchi possiedono ancora, in media, una ricchezza sette volte superiore a quella dei neri, la disoccupazione tra i neri rimane costantemente doppia, la mortalità infantile tra i bambini neri è più alta». E ora arriva anche l’attacco al diritto di voto delle minoranze

«Il rischio che vedo è davvero un ritorno ai giorni della mia infanzia, quando il razzismo era esplicito, accettato, istituzionale. Fortunatamente la reazione della società civile e non solo delle comunità colpite, c’è stata». Aldon Morris è professore emerito alla Northwestern University ed è stato presidente della American Sociological Association e fa riferimento alla sentenza della Corte Suprema dello scorso aprile che depotenzia fino quasi a renderlo inutile il Voting Rights Act, la legge che nel 1965 che ha cercato di porre fine alle barriere razziali al voto. Dopo quella sentenza, il Tennessee e la Louisiana governati dai repubblicani si sono affrettati a ridisegnare le mappe elettorali diluendo il voto nero in distretti a maggioranza bianca dove il loro partito

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