
di Monica Guerzoni
«In Libano colpiti brutalmente i civili». E sul primo voto delle donne nel ’46: autentico segnale di una svolta democratica
La memoria viva degli ultimi 80 anni, la preoccupazione per le guerre che colpiscono la popolazione civile in Libano, in Iran, in Ucraina e la speranza per il futuro. La vigilia di Sergio Mattarella ha visto alternarsi parole e sentimenti apparentemente contrapposti e l’immagine che li racchiude tutti ritrae il presidente della Repubblica abbracciato alla piccola Sofia, che la sua guerra la combatte contro il cancro. La bambina di 8 anni che giorni fa ha emozionato l’Italia, stringendo la mano di Sinner agli Internazionali di tennis di Roma, ieri si è lanciata tra le braccia del capo dello Stato e lo ha commosso col suo sorriso contagioso.
Il presidente, che ieri con la figlia Laura ha accolto 1.500 persone nei giardini del Quirinale, disabili, fragili e volontari delle associazioni, stasera aprirà la festa organizzata (per la prima volta) fuori dal palazzo. Uno show di due ore, a partire dalle 21.15, in diretta su Rai Uno. Nel titolo, «I volti della Repubblica», c’è l’impronta che Mattarella ha voluto dare a questo 2 Giugno: una festa




