
L’italiano è al settimo quarto di finale Slam, il primo dallo US Open del 2022. Mercoledì sfiderà il vincente tra Arnaldi e Tiafoe
“Siamo qua!”. È la frase feticcio che Matteo Berrettini urla a sé stesso e al pubblico nei due momenti più delicati della partita contro Juan Manuel Cerundolo, n.56 del mondo, il giustiziere suo malgrado di Sinner al secondo turno. Certo che c’è, il Martello, quando recupera il break nel decimo game del terzo set quando il gaucho serve per allungare la partita a un delicatissimo quarto set; e c’è soprattutto nel tie break del terzo set, quando annulla tre set point e poi chiude la pratica grazie a un dritto in rete del rivale, battendosi il petto e portando poi le mani verso il basso nell’inequivocabile gesto di chi si è affidato anche a qualcosa di più immateriale del gioco. Berrettini torna dunque nei quarti del Roland Garros dopo cinque anni, quando sfidò Djokovic giocando alla pari, fino a quando il deflusso obbligatorio del pubblico (vigevano ancora le regole Covid) ne spezzò il ritmo favorendo la risalita del Djoker.
la partita—
Nonostante le caratteristiche tecniche decisamente diverse dei protagonisti, con l’argentino che sicuramente riporta alla mente i




