
L’azzurro dopo il match vinto contro Comesana che lo ha mandato agli ottavi: “La cosa più bella è che ho dubitato un po’ troppo di me stesso negli ultimi mesi e anni. Ho pensato che non sarei potuto tornare al mio livello, che non avrei potuto competere di nuovo in questo modo”
30 maggio – 21:32 – PARIGI
La partita più lunga della carriera, 5 ore e 13 minuti, porta Matteo Berrettini nella seconda settimana del Roland Garros dopo cinque anni. E proprio l’emozione di essere tornato a giocare a Parigi, torneo da cui mancava appunto dal 2021, alla fine ha fatto la differenza: “Mi esaltava Il fatto che non ho giocato qui per cinque anni, e volevo godermi un’altra partita. Quando la partita è così tirata è una questione di nervi, anche un po’ di fortuna può servire. Sono contento di come ho finito il match, ho lottato su ogni punto”.
fisico bestiale—
Ma non è stata soltanto una questione di nervi, ci voleva pure un fisico bestiale: “Sentirsi così correndo cinque ore sotto il sole e recuperando palline è normale che i nervi facciano effetto. Ogni giocatore




