
di Monica Guerzoni
Il capodelegazione Pd al Parlamento Ue: il programma comune è la priorità
«Possiamo iniziare dal 2 giugno?».
Prego, Nicola Zingaretti.
«Domani a Bruxelles davanti al palazzo intitolato ad Altiero Spinelli, con la presidente Roberta Metsola, la capogruppo del Pse Iratxe García Pérez e l’ambasciatrice italiana Federica Favi, leggeremo gli articoli della Costituzione repubblicana».
Qual è il messaggio?
«Vogliamo festeggiare, anche in Europa, ottant’anni di storia di cui siamo orgogliosi e ricordare che le radici del Pd sono tra i fondatori dell’Unione. In quel palazzo, dove presto sorgerà un edificio nel nome di David Sassoli, ci sono aule dedicate a Moro, De Gasperi e Imbeni».
Giorgia Meloni intanto attacca Bruxelles.
«Vedo nell’aggressione di Meloni il solito trucco, la ricerca di un capro espiatorio. L’Italia è il Paese europeo che più ha beneficiato della liquidità del Pnrr per gli investimenti. Ben 270 miliardi, che hanno garantito fino al 2024/25 la crescita del Pil. Finito questo effetto, oggi siamo ultimi per crescita e primi per debito pubblico. Il fallimento non è dell’Europa, che ha fatto di tutto per dare una mano, ma di chi per quattro lunghi anni ha governato questo Paese».




