
di Alessandra Muglia
Il ruolo della Nato, la possibilità di ricorrere all’articolo 4, l’impasse politica dopo la caduta del governo europeista
Perché in Romania?
Questo Paese dell’Est Europa, membro della Ue e della Nato, condivide oltre 600 km di confine con l’Ucraina: la parte più a est corre lungo il fiume Danubio fino a raggiungere il Mar Nero. Lo sconfinamento del drone è avvenuto mentre dall’altra parte, in territorio ucraino, era in corso un massiccio attacco russo.
È l’ennesimo incidente di frontiera?
Le autorità romene parlano di sconfinamento ma se in passato avevano denunciato il ritrovamento di rottami di droni russi in zone remote o scarsamente abitate e senza vittime, considerandoli effetti collaterali degli attacchi a porti ucraini sul Danubio, ora per la prima volta un drone ha colpito un’area densamente popolata e la risposta anche diplomatica è stata decisa, con un console russo espulso. Per diversi osservatori se Mosca spinge su questo confine non è casuale: la Romania è uno dei cardini del fianco Est della Nato, Bucarest sta investendo 2,5 miliardi di euro per trasformare la base aerea di Kogalniceanu nel più grande presidio aereo dell’Alleanza in Europa, strategico per rafforzare anche il




