
Obbligo di stipendio negli annunci di lavoro: ecco cosa cambia per aziende, HR e candidati con le nuove regole UE sulla trasparenza salariale.
Per anni è stato uno dei grandi tabù del mercato del lavoro italiano: annunci vaghi, colloqui multipli, selezioni infinite e una sola domanda lasciata volutamente nell’ombra fino all’ultimo momento, quella sullo stipendio. Ora però qualcosa sta cambiando. E il cambiamento rischia di trasformare profondamente il rapporto tra aziende e lavoratori.
Con il recepimento della direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza retributiva, gli annunci di lavoro “al buio” vanno verso il tramonto. Le aziende saranno infatti obbligate a indicare la retribuzione prevista già nella fase iniziale della candidatura, prima ancora del colloquio. Una rivoluzione che sta facendo esplodere il dibattito online tra entusiasmo, dubbi e timori, soprattutto in un Paese dove il tema degli stipendi è sempre stato affrontato quasi sottovoce.
Addio agli annunci senza stipendio
Il principio è semplice: chi cerca lavoro deve sapere fin dall’inizio quanto potrà guadagnare. La direttiva europea punta infatti a eliminare l’opacità salariale e a rendere più trasparente il mercato del lavoro, imponendo alle aziende di comunicare le informazioni economiche in anticipo.
In Italia il Consiglio dei ministri ha approvato il 30




