di Leonard Berberi
Il vettore irlandese ha rimborsato il suo unico prestito obbligazionario ancora in essere. Ecco il confronto con gli altri vettori
Ryanair, la più grande low cost d’Europa, ha rimborsato il suo unico prestito obbligazionario ancora in essere. Avendo di fatto pochissimi aerei non di proprietà, il vettore è ora privo di debiti per la prima volta da quando è stato quotato in Borsa nel 1997. Non è soltanto un passaggio tecnico. È anche la conferma — secondo gli investitori — della solidità dei conti della compagnia aerea con sede a Dublino.
Le ragioni dell’indebitamento
Nel settore del trasporto aereo, ad altissima intensità di capitale, il debito è tradizionalmente considerato il «carburante» necessario per sostenere la crescita, in particolare sotto forma di aumento della flotta. In tutti questi anni, Ryanair ha fatto il contrario, grazie anche ad accordi con Boeing con sconti senza precedenti. La low cost ha autofinanziato l’espansione attraverso una spietata efficienza operativa e un costo unitario per passeggero imbattibili.
L’ultimo pagamento
Il rimborso dell’eurobond non garantito da 1,2 miliardi di euro — emesso nel maggio 2021 per far fronte alla pandemia — lascia Ryanair completamente esente da vincoli. «Ciò è destinato




