
di Silvia Morosi
Dalle temperature record all’arrivo di nuove specie, le fotografie di Michele Solca raccontano le trasformazioni del Mare nostrum
Il Mediterraneo si sta scaldando a una velocità che va dal 20% al 50% in più rispetto alla media globale. Si prevede che entro il 2100 la temperatura della superficie dell’acqua aumenterà dai 3,5 ai 4,5 gradi centigradi in più rispetto a oggi (dati IPCC AR6). E ancora, nel 2024, le temperature superficiali hanno registrato un’anomalia record di circa +1,7gradi rispetto alla media del XX secolo, mettendo sotto pressione la stabilità degli ecosistemi costieri. A raccontare in fotografia i cambiamenti del Mare nostrum è la mostra che si apre il 28 maggio al Museo dell’Ambiente del Campus Ecotekne di Lecce, promossa dall’Università del Salento con il Museo dell’Ambiente e il Museo di Biologia Marina “Pietro Parenzan” di Porto Cesareo. Gli scatti del naturalista Michele Solca mostrano le trasformazioni in atto nei fondali con un focus sul Salento, documentando l’impatto del riscaldamento globale sugli ecosistemi marini. «Esporre fotografie del nostro mare in un momento di cambiamento consente di unire valorizzazione e sensibilizzazione, un binomio inscindibile nella mission di un museo scientifico, luogo di incontro per eccellenza tra ricerca accademica e cittadini. Conoscere




