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Auricchio, dai formaggi ai salumi. Sguardo a Est e ancora shopping

di Isidoro Trovato

L’azienda campana del provolone, cresciuta con le acquisizioni di brand, vuole celebrare i 150 anni di vita allargandosi in altre eccellenze come prosciutto di Parma e mortadella. «Sarà il compito della quinta generazione», dice il presidente. In Asia la crescita, Usa imprescindibili

Gli imprenditori italiani generalmente preferiscono crescere per linee interne. È una questione di cultura imprenditoriale e di attitudine, il polo aggregativo appartiene più al modello francese. Con qualche eccezione di spicco, come quella del gruppo Auricchio ,che ha creato un polo caseario made in Italy. Parlare dell’azienda campana significa pensare al provolone: dal 1877 Auricchio custodisce la ricetta segreta originaria di don Gennaro.
Eppure a cominciare dal 1995 il gruppo Auricchio acquisisce storici marchi italiani come Ceccardi, Locatelli e Gloria. L’azienda porta all’interno tutto il processo produttivo del latte ovino e introduce il sigillo di qualità «Riserva Esclusiva Auricchio», affermandosi come realtà casearia d’eccellenza e unica nel suo genere. Nel 2012 entra a far parte del Gruppo Giovanni Colombo, storica impresa produttrice del celebre «gorgonzola cremificato», insieme a Hispano Italiana, primaria azienda di importazione di prodotti italiani in Spagna, e a Caseificio Villa, realtà specializzata nella produzione di tre dop lombarde (Taleggio, Quartirolo

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