
di Alessandro Russello
«Evidentemente, undici anni di assessorati con la giunta Brugnaro nella città più difficile e bella del mondo moltiplicata per tre (Venezia, Mestre, Isole) valgono più di una qualsiasi vetrina»
Si sa, i veneziani sono proverbiali camminatori ma un consumatore di suole così, dicono, non si era mai visto. Evidentemente, undici anni di assessorati con la giunta Brugnaro nella città più difficile e bella del mondo moltiplicata per tre (Venezia, Mestre, Isole) valgono più di una qualsiasi vetrina. Simone Venturini, il più giovane primo cittadino della storia della città, ama il porta a porta tra case di riposo, quartieri vivi o mezzi morti, sagre di periferia, parrocchie e centri scout. Ed è campione di inaugurazioni al punto di essere stato soprannominato «il tagliatore di nastri».
Facendo la somma, un’antropologia «sociale» per certi aspetti più vicina al centrosinistra che al centrodestra. Infatti, da cattolicissimo post democristiano, lui arriva da lì, da una minoritaria Udc in un governo locale di centrosinistra con il ruolo di consigliere comunale quando il primo cittadino era Giorgio Orsoni. Poi l’era Brugnaro, in questa tornata elettorale rimasto piuttosto «schiscio» anche a causa delle pendenze giudiziarie con le quali è alle prese e




