
Dal 2021 sono oltre mille le società tricolori acquisite da investitori istituzionali stranieri. Ecco chi sono, da Tim a Radici Group.
L’ultima preda finita nel carniere di una società straniera è Radici Group, storica azienda chimica bergamasca con 3 mila dipendenti e più di un miliardo di euro di fatturato. L’ha comprata Lone Star, un fondo texano, che ha messo a segno l’ennesimo passaggio di un pezzo del made in Italy al mondo della finanza e dell’industria internazionali. Radici si aggiunge a Golden Goose, Prima Assicurazioni, Saras, Ima, Bialetti, la rete fissa di Tim, la divisione gaming del gruppo De Agostini e ad altre decine di medie aziende la cui proprietà è finita oltre confine tra il 2024 e il 2025.
Negli ultimi quattro anni, come rivelano i risultati dell’indagine di Kpmg, sono state effettuate in Italia più di 5 mila operazioni di fusione e acquisizione (M&A): in oltre 1.400 casi hanno visto l’ingresso di una società o di un fondo straniero in un’impresa italiana.
Radici Group passa al fondo texano Lone Star: il made in Italy continua a parlare straniero
Questo fenomeno si lega a un’altra tendenza preoccupante, il progressivo svuotamento della Borsa italiana: negli ultimi 10 anni



