
Migliori registi a Cannes con il film La bola negra, prima del Festival erano perfetti sconosciuti, ora sono pronti a conquistare gli Oscar
Annunciati alla vigilia del festival da Thierry Frémaux come outsider sconosciuti dal grande pubblico, Javier Ambrossi e Javier Calvo sono ripartiti da Cannes 79 con una pesantissimo Palma per la regia per la loro opera seconda La bola negra, ex aequo con Pawel Pawlikowski (Fatherland), e la benedizione di Isabella Huppert che definito il loro premio «très chic». Per la cronaca, lo stesso vinto nel 1999, i due ancora bambini, dal loro maestro e co-produttore Pedro Almodóvar con Tutto su mia madre. E un ancor più pesante accordo di distribuzione negli Usa con Netflix che pone la coppia di registi spagnoli tra i nomi da tenere d’occhio in vista degli Oscar 2027.
Niente male per i due Javier, «Los Javis» come vengono chiamati in Spagna, una carriera lontana da quella classica dei cineasti arthouse, costruita mescolando ai gusti cinefili, la militanza nel teatro off e nella tv, anche quella che più pop non si può. A riavvolgere il filo della loro irresistibile parabola, celebrati dalla stampa di casa come novelli Re Mida («Todo lo que tocan lo




