
di Andrea Laffranchi
Il rapper 31enne ha pubblicato il mixtape «Ryan Ted». Il 24 giugno il concerto nello stadio milanese
Per il 24 giugno San Siro è sold out…
«E qualcuno si domanderà “Perché uno scappato di casa come Tedua e non altri”? È una questione di energia carismatica, di saper far emozionare le persone, esattamente come in qualsiasi lavoro ufficio. Gino Paoli diceva che non è una questione di sapere o non saper cantare, ma di verità».
Le sue verità Tedua, vero nome Mario Molinari, le racconta in «Ryan Ted», mixtape disponibile da venerdì scorso: sedici brani e feat con Ernia, Anna, Sayf, Nerissima Serpe e Latrelle. Il titolo richiama la trilogia di «Orange County» con cui Tedua si fece notare al debutto: lì si raccontava attraverso un alter ego ispirato a Ryan Atwood, il protagonista della serie The O.C., un ragazzo difficile adottato da una famiglia ricca.
«La famiglia si sente nel petto»
Nostalgia di Ryan Ted?
«Non è ritorno alle origini. La riassumo così: dieci anni da Orange County, stiamo solo festeggiando. Nessun pentimento, ma un’evoluzione per mettersi in gioco in modo spontaneo. Ho venduto il telefilm della mia storia, come Eminem e Kanye West,




