
di Barbara Millucci
“Transizione energetica, decarbonizzazione, economia circolare: Europa avanti piano, Italia indietro tutta”, a cura di Duccio Bianchi, presentato durante l’undicesima edizione di Circonomia, mostra le eccellenze e i punti deboli della transizione in Italia e in Europa
Brava nel riciclo, in ritardo sull’energia pulita. L’Italia si conferma ai vertici europei dell’economia circolare, ma arranca sulla transizione energetica, frenata da una riduzione troppo lenta dei consumi fossili e da una crescita delle rinnovabili inferiore alla media Ue. È quanto emerge dal Rapporto 2026 “Transizione energetica, decarbonizzazione, economia circolare: Europa avanti piano, Italia indietro tutta”, a cura di Duccio Bianchi (Istituto Ambiente Italia) che è stato presentato durante l’undicesima edizione di Circonomia, il Festival dedicato all’economia circolare e alla sostenibilità in programma ad Alba dal 21 al 23 maggio.
Dipendere dai fossili
Secondo l’analisi, che comprende un set di 23 indicatori, l’Italia occupa quest’anno la quarta posizione tra gli Stati dell’Unione Europea, preceduta da Danimarca, Olanda e Austria. Nel blocco degli indicatori di circolarità e gestione dei rifiuti, il nostro Paese conferma la sua tradizione consolidata di eccellenza nel riciclo e nell’uso efficiente delle risorse. Vanno invece decisamente male gli indicatori energetici e climatici: qui guidano la classifica




