
di Rebecca Luisetto
Oltre al poco ricambio generazionale c’è il nodo degli stipendi: un impiegato non supera i 30 mila euro lordi annui
Il sistema dei Comuni veneti si avvicina a un passaggio critico: nei prossimi anni una quota consistente del personale lascerà il servizio, tra pensionamenti e dimissioni, mettendo sotto pressione la capacità amministrativa degli enti locali. A delineare il quadro è l’ultimo rapporto dell’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale di Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), che evidenzia come il numero dei dipendenti comunali in Italia sia già insufficiente. In Veneto sono oggi poco più di 24 mila, in calo rispetto ai circa 26.500 del 2014. Il rapporto è di 5,01 dipendenti ogni mille abitanti, inferiore alla media nazionale di 5,75 e quasi la metà del dato del vicino Trentino Alto Adige che è di 9,35. Un numero che già da solo segnala una minore capacità di risposta degli enti locali. Sul piano concreto significa tempi più lunghi per le pratiche, maggiore difficoltà nel seguire bandi e finanziamenti e maggiore pressione sui dipendenti rimasti. Ma il dato più preoccupante riguarda la struttura anagrafica: oltre il 23% dei dipendenti ha più di 60 anni.




