
La fotografia della Sprint del GP del Canada dice Mercedes-McLaren-Mercedes, con George Russell che taglia per primo il traguardo e Lando Norris a chiudere il sandwich tra le due Frecce d’Argento. Ma la storia vera della Sprint canadese non è nei distacchi finali – tutti racchiusi in poco più di un secondo sui primi tre – bensì nei team radio incandescenti che Toto Wolff si è ritrovato a gestire.
Andiamo con ordine. Russell scatta dalla pole con la migliore partenza delle prime due file e, nelle tornate iniziali, sembra che la Mercedes abbia trovato la combinazione giusta: lui e Antonelli costruiscono in pochi giri un margine di oltre due secondi su Norris, lasciando intuire una Sprint a senso unico. L’impressione, però, dura solo sei giri.
Curva 2, curva 8 e il nervo scoperto
Al sesto passaggio Antonelli decide di rompere gli indugi. Il diciannovenne italiano prova l’affondo all’esterno di curva 2, ma Russell non concede un centimetro e accompagna il compagno sull’erba. Via radio Antonelli chiede a gran voce l’intervento dei commissari: la direzione gara non apre nemmeno l’inchiesta, l’episodio resta fra le mura di Brackley.
Pochi istanti dopo, ancora animato dalla bagarre, l’italiano ci riprova in staccata di curva




