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Rai, «rischio cancerogeno per la democrazia»: bufera sull’ad Rossi per le frasi sul giornalismo d’inchiesta

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di Antonella Baccaro

Sandro Ruotolo (Pd): si riferiva a Report, si dimetta. Ma lui smentisce: mai attaccati programmi o conduttori

«Il giornalismo d’inchiesta si trasforma in giornalismo di teorema e il giornalismo di teorema diventa un rischio cancerogeno per la democrazia e la Rai non può perseguirlo». Queste parole, pronunciate dall’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, in occasione della presentazione della sesta edizione della campagna “Uniti contro la disinformazione”, condotta da Rai con Idmo, l’osservatorio sui digital media della Luiss, sono finite nel mirino dell’opposizione.

Secondo l’europarlamentare del Pd, Sandro Ruotolo, sarebbero state dirette a Report, la trasmissione di RaiTre condotta da Sigfrido Ranucci.
«È sempre la solita storia – dice Ruotolo -: il giornalismo d’inchiesta viene equiparato, dalla destra, al «giornalismo di teorema». Per loro il giornalismo dovrebbe essere una somma neutra di notizie, di virgolettati, di fonti ufficiali che non disturbino il manovratore». Ruotolo chiede le dimissioni di Rossi, seguito dal leader Avs Angelo Bonelli, coportavoce di Europa Verde, che sollecita le scuse dell’ad a Ranucci, e dai commissari M5S in Vigilanza Rai, che chiedono che a Report vengano rese le quattro puntate tagliate.

Nei fatti il riferimento a Ranucci della frase di Rossi

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