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Caravaggio, al Santuario il Magnificat di Alda Merini tutta l’umanità della Vergine

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di Rosanna Scardi

Nei giorni che commemorano l’apparizione, l’interpretazione di Scommegna (che ha già portato in scena alla Cornabusa): «Un luogo speciale»

Il Magnificat di Alda Merini esce dal teatro per essere rappresentato, domenica sera, al Santuario di Caravaggio, nei giorni più vivi dei festeggiamenti che commemorano l’apparizione della Vergine, nell’ambito della stagione promossa dal Teatro San Carlo. L’interprete dello spettacolo, prodotto dal Teatro de Gli Incamminati e con la regia di Paolo Bignamini e l’adattamento di Gabriele Allevi, da un decennio, è Arianna Scommegna, che sarà accompagnata da Katerina Haidukova alla fisarmonica.

«Sono molto emozionata — commenta Scommegna che ha già portato in scena il Magnificat alla Cornabusa —, quel Santuario è un luogo speciale, a cui sono legata per averlo visto, da ragazzina, in gita scolastica». Il Magnificat, pubblicato nel 2002, è stata una delle ultime opere scritte dalla poetessa dei Navigli. «Si tratta — spiega l’attrice milanese — di una raccolta di poesie che Merini ha dedicato a Maria: magnificat è il momento in cui l’anima magnifica il Signore ovvero si fa genitrice dello spirito di Cristo. Io e Gabriele Allevi abbiamo messo i componimenti in ordine cronologico, senza aggiungere mai una parola, dall’annunciazione

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