
di Barbara Visentin
L’artista napoletano racconta il nuovo disco «Amatore«, fra un feat con la mamma e uno con Sayf
Con l’idea di «lasciare qualcosa alla mia famiglia, soprattutto a mio padre», Gennaro Amatore, in arte Samurai Jay, ha deciso di intitolare il nuovo disco con il suo cognome: «Credo non sentirò mai di aver fatto abbastanza per i miei, loro hanno fatto troppo», racconta il 27enne napoletano, re delle classifiche post Sanremo con «Ossessione».
«Amatore» parte quindi dalla sua riconoscenza: «I miei genitori hanno investito tutte le energie su di me, mi supportavano anche quando agli inizi facevo metal estremo e non capivano. Mio padre mi accompagnava alle prove e ai concerti. Racconta sempre di una domenica in cui mi ha portato a comprare i fumogeni per girare un video. Mio fratello più grande lavorava con me, ma mi sono accorto io prima di lui che aveva troppa personalità per essere solo il “fratello di”. È un dj e sta facendo molto bene».
La mamma di Samurai Jay è anche una degli ospiti del disco: «E’ lei l’appassionata di musica in casa, cantava in chiesa e sono anni che volevo proporle un duetto, ma




