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Pino Strabioli: «Una vita tra i randagi con Franca Valeri, poi è arrivato Peppino. Amo i bassotti grazie al Signor Bonaventura»

di Margherita De Bac

L’attore e conduttore tv: «Ha un affetto smisurato per me, ma quando siamo a passeggio comanda lui». «Mi consola che i cani non sappiano cosa sia la morte»

«Ma questo con tutti i soldi che c’ha, un cane un po’ meglio non se lo poteva pijà?». Appena uscito dallo studio di registrazione di Unomatti
na, un giorno Pino Strabioli si è sentito rivolgere questo apprezzamento dalla cliente di un bar dove era entrato a far colazione, accompagnato al guinzaglio dalla sua Amelia. «In effetti non era una bellezza. Mi girai risentito verso quella signora. I cani li adottavo al canile di Campagnano e volutamente sceglievo i più bisognosi, quelli che mi sembravano più teneri. Dopo quell’episodio, si radicò in me la determinazione a prendere solo randagi».

A farle conoscere i canili fu Franca Valeri.
«
Sì, mi ci portò lei. Andai con Franca a Campagnano».

E invece, dopo essersi accompagnato con tre meticci provenienti da rifugi, oltre a Amelia Camilla e Mimma, ecco che è arrivato Peppino, bassotto a pelo lungo.
«È stata una necessità. Non potevo continuare a fare il girovago per lavoro e lasciare a casa per tanti giorni i miei dolcissimi amici. Erano

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