
D’altro canto, l’alto di gamma richiede una netta differenziazione rispetto al mass-market e quindi una netta distinzione e un cambio di passo rispetto al passato.
Il gruppo, infatti, ha deciso di affidare un ruolo prioritario a quattro marchi globali, Fiat, Jeep, Peugeot e Ram: saranno questi, insieme alla divisione per i commerciali Pro One, a ricevere i maggiori investimenti (il 70% dei 36 miliardi di euro stanziati su prodotti e brand) e a “guidare il lancio dei nuovi asset globali”. Poi ci sono cinque marchi “regionali” (Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo), che andranno a “beneficiare degli stessi asset globali”, ma con una loro “distintività”.
Saranno dunque limitati nel loro perimetro geografico? Dipende. Infatti, nel caso del Biscione, Filosa ha escluso una limitazione alla sola Europa. A chi gli chiedeva della presenza dell’Alfa Romeo negli Usa, il manager ha ricordato “l’importante rete di concessionari” per poi svelare nuovi sviluppi: “Siamo riusciti a confermare una gamma e ora lanceremo, a partire dall’Europa, un nuovo modello. Stiamo lavorando per aggiungerlo anche negli Stati Uniti”.
In altre parole, il termine “regionale” non deve essere interpretato in senso letterale, quantomeno per il Biscione.




