Da anni, in estate, in Valtellina si mette in moto quello che è ormai diventato un rituale. Le mandrie salgono verso gli alpeggi, il latte viene lavorato poche ore dopo la mungitura e nelle casere si ricomincia a produrre il Bitto, il formaggio simbolo della montagna valtellinese. È da questa quotidianità fatta di gesti ripetuti, stagioni e lavoro continuo che nasce “Una montagna di formaggi – Valtellina Casera e Bitto, storie di Dop”, il progetto editoriale promosso dal Consorzio di tutela delle due Dop valtellinesi. Un ebook e un podcast, disponibile su tutte le principali piattaforme, da cinque episodi: uno a settimana, con un racconto che va oltre i due formaggi e abbraccia soprattutto le persone che li producono. Alpeggiatori, casari, tecnici, stagionatori e famiglie che tengono insieme economia, territorio e memoria in una delle filiere agricole più identitarie dell’arco alpino lombardo.

La presentazione del progetto editoriale “Una montagna di formaggi – Valtellina Casera e Bitto, storie di Dop”
Due formaggi, due anime della Valtellina
Il Bitto e il Valtellina Casera raccontano due volti diversi della stessa valle. Il primo nasce solo nei mesi estivi, tra i 1.400 e i 2.300 metri




