Ci rimettiamo tutti
Per legge gli enti locali devono inseguire l’obiettivo del pareggio di bilancio. Se non ci riescono, i primi a rimetterci non sono soltanto i 7,9 milioni di italiani che vivono nei comuni in crisi finanziaria, che vengono tartassati, ma anche tutti noi. I debiti di questi comuni (verso aziende, partecipate, o altri Comuni) ammontano a 8,1 miliardi. I liquidatori propongono ai creditori di accontentarsi del 40-60%. C’è chi si accontenta e chi fa causa, e quando l’ente locale non ce la fa, tocca allo Stato.
I conti, per Dataroom, li ha fatti l’Istituto per la finanza e l’economia locale (Ifel). Dal 2020 a oggi:
a) 2,3 miliardi, è il nuovo fondo istituito nell’ultima manovra finanziaria del governo, che servirà in gran parte proprio per coprire le condanne dello Stato a pagare i debiti degli enti locali in dissesto.
b) 1,749 miliardi a fondo perduto per sostenere i Comuni medi e piccoli in difficoltà.
c) 1,316 miliardi a fondo perduto per i capoluoghi. Di questi, 1,1 miliardi rientrano nei «Patti» per Napoli, Torino, Palermo, Reggio Calabria e Catania.
d) 513 milioni come anticipo di liquidità ai Comuni, che poi dovranno restituire.
Complessivamente lo Stato va in soccorso con 7,6 miliardi.




