
di Massimo Franco
Sconfitta referendaria, crisi economica e prospettive elettorali stanno diventando una miscela tossica, che il governo fatica a contrastare
Il senso di confusione e di affanno della maggioranza è difficile da rimuovere. Sconfitta referendaria, crisi economica e prospettive elettorali stanno diventando una miscela tossica, che il governo fatica a contrastare. La disponibilità della Commissione europea ad accogliere la richiesta di un supplemento di fondi, avanzata da Giorgia Meloni, seppure teorica dovrebbe essere una mezza boccata d’ossigeno. Se non altro, serve a disarmare gli attacchi anti-Ue della Lega. Non è scontato, però, che basti a scongiurare passi falsi.
È la politica estera, fino all’anno scorso fiore all’occhiello di Palazzo Chigi, a creare qualche imbarazzo: quasi si fosse perso il filo di una strategia che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all’inizio confortava; e da mesi invece disarticola. Il pasticcio della mozione con la quale ieri prima è stato cancellato l’obiettivo del 5 per cento di spese per la difesa, poi è stato reinserito, rischia di essere l’emblema di questa fase caotica. E il fatto che tutto si sia consumato tra i partiti dell’alleanza di destra acuisce lo sconcerto, e gli attacchi avversari.
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