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Deficit ed energia, spiraglio Ue. «La flessibilità è possibile»

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di Francesca Basso

Giovedì le previsioni di primavera con l’effetto della crisi sulla crescita

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE 
BRUXELLES La Commissione europea si esprime sempre con cautela ma non è di chiusura il segnale che sta dando all’Italia, dopo la richiesta della premier Giorgia Meloni di estendere all’energia la clausola nazionale di salvaguardia del patto di Stabilità per le spese in difesa. Bruxelles è in modalità ascolto. La Commissione ha detto che von der Leyen risponderà il «più velocemente possibile: stiamo monitorando la situazione (dei prezzi dell’energia, ndr) e siamo pronti a usare la flessibilità esistente» nel quadro delle regole Ue di bilancio.

Molto dipende da come la situazione evolverà. Giovedì la Commissione presenterà le previsioni macroeconomiche di primavera e quella sarà una prima cartina di tornasole perché certificherà un rallentamento della crescita causata dallo choc energetico innescato dalla guerra in Medio Oriente. Fondamentale, però, è anche la percezione generale degli altri Stati membri.

L’ipotesi di allargare all’energia la clausola di salvaguardia nazionale per le spese in difesa era stata sollevata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’Eurogruppo e all’Ecofin del 5-6 maggio scorsi e in quella circostanza gli altri ministri, salvo alcune eccezioni, non avevano dimostrato grande

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