
di Simone Canettieri e Marco Galluzzo
L’obiettivo è un’oscillazione tra lo 0,2 e lo 0,4% del Pil. E oggi Procaccini vedrà von der Leyen
Nelle interlocuzioni che il governo italiano sta avendo con la Commissione europea, in questi giorni, sono state già state scoperte alcune carte. Giorgia Meloni ha scritto una lettera formale a Ursula von der Leyen per chiedere che la clausola che protegge gli investimenti nel settore della difesa, e che può arrivare all’1,5% del Pil, venga allargata anche al sostegno del settore energetico. Ma nella lettera ovviamente non c’è scritto quanto realmente l’Italia sta chiedendo a Bruxelles.
Nel confronto ufficioso che ha preceduto la lettera invece sono state già fatte alcune cifre, e la forchetta su cui si muove la richiesta di Palazzo Chigi è quella di un’oscillazione minima dello 0,2% del Pil e massima dello 0,4%. In sostanza Roma sta chiedendo a Bruxelles di poter spendere da 4,5 sino a 9 miliardi di euro. Visto che dall’inizio della crisi abbiamo già impiegato più di 2 miliardi, significa chiedere un alleggerimento delle regole fiscali attuali che consenta al governo di intervenire quasi sino alla fine dell’anno.
La forchetta indicata dal governo è




