
di Federica Bandirali
A «Belve Crime» parla il protagonista del caso giudiziario di Perugia
Dopo anni lontano dai riflettori e dalle cronache giudiziarie, Raffaele Sollecito torna a raccontarsi in televisione. Lo fa nel corso della nuova puntata di Belve Crime, il programma condotto da Francesca Fagnani in onda martedì sera, con una lunga intervista che riporta al centro dell’attenzione uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni: il cosiddetto “delitto di Perugia”. Sollecito, assolto definitivamente nel 2015 insieme ad Amanda Knox per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, racconta a Fagnani il peso di un sospetto che, a suo dire, non lo avrebbe mai realmente abbandonato.
“Sette italiani su dieci pensano ancora che io sia colpevole”, afferma l’ex studente pugliese, oggi ingegnere informatico diviso tra Berlino e la Puglia.
Una convinzione diffusa che, secondo Sollecito, continua ad avere conseguenze concrete sulla sua vita personale e professionale: “Ci sono state aziende che mi hanno stracciato il contratto dopo avermelo fatto firmare appena hanno scoperto la vicenda che mi riguardava”. Tra i passaggi più forti dell’intervista, quello in cui Sollecito torna sui primi interrogatori in Questura, contestando alcune dichiarazioni verbalizzate all’epoca e sostenendo di aver subito pressioni




