
di Salvo Fallica
Nel Plemmirio, tra Ortigia e Ognina, rimossa una rete fantasma di oltre 3 chilometri dai fondali popolati da Posidonia e coralligeno grazie all’intervento di sub specializzati. L’operazione, promossa da Marevivo con Arca Fondi Sgr e Banca Agricola Popolare di Sicilia, rilancia il ruolo della collaborazione tra ambientalisti, tecnologia e mondo economico nella tutela del Mediterraneo
La tutela delle meraviglie del Mediterraneo, di luoghi che sono degli autentici tesori naturalistici. In quest’ottica si inserisce un’iniziativa di cura e salvaguardia dei fondali del Plemmirio, uno dei luoghi più suggestivi del Sud del Mediterraneo, dall’alto valore naturalistico. Si trova nel territorio di Siracusa. I fondali sono luoghi che segnalano le condizioni di salute del mare e danno input concreti su quello che accade nel Pianeta Terra.
Un progetto fondato su una collaborazione articolata ha permesso di intervenire in maniera pragmatica per tutelare il delicato ambiente marino. Una rete fantasma di oltre 3.000 metri e diversi attrezzi da pesca sono stati rimossi dai fondali dell’area del Plemmirio, una zona di alto valore storico-naturalistico situata tra Ortigia e Ognina, a Siracusa, a conclusione dell’iniziativa di tutela ambientale promossa da Marevivo e Arca Fondi Sgr in sinergia con Banca agricola




