PROGETTO G21
Nei primi anni ‘90, l’industria automobilistica si muoveva ancora su binari tradizionali, ma la Toyota percepì per prima la necessità di affrontare la dipendenza dal petrolio e il crescente impatto ambientale. Nel 1992, il colosso giapponese pubblicò il “Toyota Earth Charter” (Carta della Terra Toyota), un documento che fissava obiettivi ambiziosi per lo sviluppo di vetture a basso impatto. Fu in questo clima di fermento che, nel 1993, prese vita il progetto G21, in cui la “G” stava per Globe e il “21” per il ventunesimo secolo.
A guidare il team fu scelto Takeshi Uchiyamada, un ingegnere che non aveva alcuna esperienza precedente nello sviluppo di sistemi di propulsione alternativa. Inizialmente, l’obiettivo era migliorare l’efficienza del carburante del 50%, ma i vertici dell’azienda alzarono drasticamente la posta: i consumi dovevano essere dimezzati rispetto a quelli di una Corolla tradizionale. Uchiyamada ammise che la richiesta sembrava esagerata e quasi impossibile da realizzare con i metodi convenzionali.
DALL’ESPLOSIONE ALLE LACRIME
La nascita della Toyota Prius non fu affatto una marcia trionfale, bensì una corsa contro il tempo e la fisica. Nel 1995, il nuovo presidente dell’azienda Hiroshi Okuda accelerò i tempi, fissando il lancio per il 1997, in concomitanza con




