
di Paolo Mereghetti
Prova attoriale superlativa per l’attore spagnolo protagonista di «El ser querido» dello spagnolo Rodrigo Sorogoyen. Kore-Eda torna a esplorare la famiglia in «Sheep in the Box»
La perdita di un figlio, reale per Kore-eda, metaforica per Sorogoyen, è al centro di due film che confermano i loro registi tra i più sensibili narratori della forza degli affetti.
La coppia protagonista del giapponese Sheep in the Box (La pecora nella scatola, titolo che cita un disegno infantile che si vedrà nel film) un figlio l’ha perso davvero, forse rapito da un maniaco, lasciando una scia di dolore e di recriminazioni (il padre si sente responsabile per non essere arrivato in orario all’appuntamento col bambino) che il tempo non riesce a cancellare.
E quando la madre scopre che — siamo in «un futuro non molto lontano» come dice la didascalia iniziale — una società può creare copie esatte dei defunti, i dubbi del padre sono presto superarti.
Così arriva Kakeru, copia perfetta del piccolo scomparso a sette anni, programmato per avere solo i ricordi positivi della vita passata. Il che è sicuramente funzionale ai genitori, un po’ meno all’interessato che comincia a fare i




