
La sanatoria si estende ai debiti con i Comuni: stop a interessi e sanzioni su tributi locali, rette scolastiche e multe stradali. Ma servirà il via libera dei sindaci e ci saranno scadenze rigide da rispettare
Imu, Tari, multe stradali, rette scolastiche. La rottamazione quinquies si allarga anche ai debiti con i Comuni. È stato approvato in Commissione Finanza al Senato un emendamento al decreto fiscale, che fa rientrare nella sanatoria anche i tributi locali e le sanzioni amministrative e multe stradali. Milioni di cittadini potranno dunque regolarizzare vecchie pendenze, pagando soltanto il capitale dovuto, senza interessi, sanzioni e aggi di riscossione. Ma ci sono dei tempi da rispettare e nulla è “automatico”. E il primo passo, quello decisivo, spetta ai Comuni.
Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies: Imu, Tari, multe e tributi locali
Potranno essere inseriti nella rottamazione tutti i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dai Comuni e dagli altri enti territoriali tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Nel concreto rientrano: Imu non pagata; Tari arretrata; vecchia Ici; Tarsu e Tia; altri tributi comunali affidati alla riscossione; canoni patrimoniali e imposte locali; sanzioni amministrative; multe stradali elevate dalla polizia municipale e rette scolastiche e




