
di Gianni Favero
Sale di tono la mobilitazione dopo l’annuncio dei 1.700 licenziamenti. Mancano componenti: «Susegana si ferma»
Crisi Electrolux, i sindacati lanciano un secondo sciopero il 25 maggio, in concomitanza al vertice convocato al Mimit. E il quadro delle agitazioni sale di tono, con scioperi articolati negli stabilimenti e i sindacati che avvertono: «Non sarà una vertenza breve: non si concluderà in un paio di settimane». Passa per tre vertici la messa a fuoco delle posizioni con cui le parti si presenteranno al tavolo decisivo convocato al ministero delle Imprese il 25 maggio, in cui dovrebbero essere calati i numeri degli esuberi stabilimento per stabilimento, dopo la comunicazione, lunedì a Mestre nel vertice azienda-sindacati in Confindustria Veneto Est, dei 1.700 esuberi sui 4.500 dipendenti nelle fabbriche italiane.
I vertici
Il primo vertice si è concluso giovedì sera e riguarda il coordinamento nazionale di Fim, Fiom e Uilm di Electrolux, tenutosi on-line, che ha coinvolto i rappresentanti sindacali fino al livello di stabilimento. Riunione in forma unitaria, fatto già in sé nuovo («non si vedeva da almeno vent’anni», è stato sottolineato nella riunione). L’esito è il nuovo sciopero di otto ore il 25 maggio in tutti gli stabilimenti




