
di Luca Goffi e Pietro Gorlani
Tre nomi per il momento sul tavolo, ma nessuno decolla: Massari, Ferrari e Saccone
«Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria». Il terzo principio della dinamica è traslabile anche alla politica in Loggia. Il centrodestra reagisce infatti alla volontà del centrosinistra di dare vita al campo largo (una coalizione progressista che unisca Pd, Azione, Sinistra Italiana, civiche e Movimento 5 Stelle) pensa al rinnovamento della classe dirigente, all’aggiornamento del programma elettorale e cerca una leadership «moderata» in grado di fare breccia nell’elettorato centrista. I conservatori hanno le idee chiare sulle direttrici da seguire per recuperare gli 11mila voti di svantaggio che nel 2023 li separavano dal centrosinistra di Laura Castelletti ma per rendere contendibile la sfida della Loggia nel 2028, servono sforzi erculei in tempi imminenti per tradurre le teorie in azioni concrete.
Le frizioni tra Fratelli d’Italia e Lega in merito alla nomina di un rappresentante nel cda di A2A (è stata confermata Elisabetta Bombana in quota FdI) sembrano essersi stemperate. Le tensioni avevano portato a mettere in discussione, temporaneamente, il ruolo di FdI come asse della coalizione. Poi una settimana fa è arrivata l’esternazione dell’ex Vito Crimi,




