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Fao, il governo spinge per il pd Martina come direttore generale. Ma (da sinistra) c’è l’ostacolo Sánchez

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di Simone Canettieri

L’Italia vuole al vertice l’ex leader dem, la Spagna un suo ministro. Lettera di fuoco di Lollobrigida alla presidenza Ue

«Pedro, no se puede!». Un mese fa a Barcellona la segretaria del Pd Elly Schlein — al riparo dai curiosi — ha spiegato al premier Sánchez che c’è un problema con la Fao. La candidatura a direttore generale dell’agenzia Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (la Fao, appunto) del pluriministro spagnolo socialista dell’Agricoltura, Luis Planas, rischia di azzoppare quella di Maurizio Martina, già segretario del Pd, portato in palmo di mano da tutto il governo di Giorgia Meloni. «Una vicenda incredibile che ci lascia perplessi», si limita a commentare il ministro Francesco Lollobrigida, sponsor di Martina, attualmente già vicedirettore della Fao, fuori dal Parlamento dal 2021.

Per il Pd il cortocircuito è dietro l’angolo, con tanto di sbandata a sinistra: l’Italia potrebbe esprimere per la prima volta nella storia dell’agenzia il direttore generale che è un ex big dem sostenuto pancia a terra da un esecutivo di destra, a cui però sta sbarrando la strada il governo Sánchez, scintillante modello per Schlein e compagni da esportare fra un anno a Palazzo Chigi, in caso di

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