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Fine vita, appello bipartisan al presidente Stefani per una legge in consiglio regionale. Zaia: «Io voto sì»

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di Gloria Bertasi

L’ex governatore rilancia la «battaglia di civiltà» durante la proiezione del film su Gheller: «Serve anche una legge nazionale»

Sui dettagli e sulle sfumature sicuramente l’intesa non sarà perfetta, ma su un principio l’accordo è al 100%: sul fine vita serve una norma veneta (oltre che nazionale). E infatti mercoledì a Palazzo Ferro Fini l’ex governatore leghista (oggi presidente del consiglio regionale) Luca Zaia e la verde di Avs Elena Ostanel si sono presentati uniti alla proiezione del documentario — Lasciatemi morire ridendo (regia di Massimiliano Fumagalli, produzione Virginia Rosaschino) — dedicato alla vita e alle battaglie del bassanese Stefano Gheller. Pioniere e volto-simbolo della legge sul fine vita, Gheller è stato il primo veneto e il secondo italiano a ottenere il via libera dell’Usl al suicidio medicalmente assistito nel 2022, ma non ne ha usufruito: malato di distrofia muscolare è morto due anni fa per complicazioni legate al Covid. «Un combattente, punta di diamante di una battaglia per la civiltà», lo definisce Zaia, pronto a votare sì, un’unica volta (sulle altre delibere non si esprime), sul fine vita in Consiglio.

L’appello al governatore

«Mi auguro che questa legge arrivi in aula, venga discussa e

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