Ci sono eventi che cambiano il corso della Storia per sempre. Uno di questi è stato il Trinity Test, la detonazione della prima bomba atomica nel Deserto di Alamogordo, in Texas, il 16 luglio 1945.
Il lancio di Gadget, un ordigno al plutonio creato nell’ambito del Progetto Manhattan, il Programma americano per la bomba atomica, aprì la strada ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, che sarebbero avvenuti neanche un mese dopo. Ma la detonazione fissò per qualche istante anche le condizioni per la formazione di un cristallo che – senza un evento così distruttivo – mai avremmo ritrovato sulla faccia della Terra. A raccontarlo è un articolo coordinato dal geologo dell’Università di Firenze Luca Bindi, pubblicato sulla rivista PNAS.
Come si è formato il cristallo impossibile
Secondo gli scienziati, le condizioni estreme generate dall’esplosione, che rilasciò l’energia di 21mila tonnellate di tritolo e generò temperature tali da sciogliere la sabbia del deserto risucchiata nel fungo atomico, hanno permesso la formazione di un clatrato di silicato di calcio e rame di tipo I. I clatrati sono strutture cristalline con atomi disposti in un reticolo a gabbia, al cui interno possono essere intrappolati altri atomi.




