
di Andrea Dalla Serra
Il costituzionalista Palermo: «Omogeneità politica decisiva». Il giurista Postal: «Bene per i gruppi linguistici». Le future modifiche dell’autonomia dovranno passare infatti dai Consigli provinciali e regionale
«Con la riforma dello Statuto dell’autonomia porteremo a casa dei segni importanti per il rapporto tra i gruppi linguistici in Alto Adige, come la soglia degli anni di residenza, che scenderà da 4 a 2 (1 in Trentino ndr), e la deroga sulla proporzionale per le formazioni delle giunte». A commentare così la riforma, oggi in discussione in Senato, è Gianfranco Postal, giurista nonché membro della Commissione dei 12. Secondo il trentino, inoltre, la modifica dello Statuto interverrà anche su altri caratteri generali, come la podestà legislativa primaria. «L’autonomia delle due province — dice — va esercitata entro i limiti della Costituzione e dei trattati internazionali, ma non solo: ad oggi sono posti dei confini anche dalle norme di riforma economico-sociale. Con la riforma, quest’ultimo punto verrà sostituito dai principi fondamentali dell’ordinamento, che verranno subito applicati ma dovranno essere definiti nei particolari dalle nuove leggi provinciali e regionali, dalle nuove norme di attuazione statutaria e dalle sentenze della Corte costituzionale».
Competenze esclusive
Infatti, per Postal, se da una parte




