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Garlasco, il gusto perverso degli italiani per la cronaca nera e i processi mediatici

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Andrea Sempio racconta in un audio WhatsApp il giorno in cui scoprì di essere indagato per il delitto di Garlasco

Esiste un momento ben preciso in cui un uomo smette di essere una persona e diventa una notizia, qualsiasi cosa dica o faccia. Quel momento, nella contemporaneità, coincide con il proprio volto che compare sui giornali, oppure sul televisore di casa. Andrea Sempio lo sa ora meglio di chiunque altro, come ai tempi lo sapeva Alberto Stasi – e tanti altri indagati e imputati negli innumerevoli casi di cronaca nera in Italia –, e lo racconta in un audio WhatsApp inviato a Gianluigi Nuzzi, e trasmesso a Dentro la notizia: “Stavo uscendo dalla cucina, vado verso la sala e di punto in bianco compare la mia faccia sul televisore.” Potrebbe sembrare un episodio letterario di qualche romanzo o qualche racconto, forse di Kafka o di Sciascia, con l’imputato che apprende il proprio spiacevole coinvolgimento dallo schermo. Eppure no, questa non è letteratura: è cronaca.

Garlasco: la folla, il cane, il cancello

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