
Il portavoce del segretario di Stato, appena rientrato a Washington da Roma, in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera
«Ci sono cose su cui pensiamo che tutti dovremmo essere d’accordo: che il regime iraniano non debba avere un’arma nucleare, che non è possibile che un Paese decida chi usa una via marittima internazionale, che non è qualcosa che possiamo normalizzare. Quindi la domanda è: che cosa si farà in proposito?»: a parlare – in un’intervista esclusiva con il Corriere della Sera– è Thomas Pigott, il portavoce del segretario di Stato Mark Rubio, appena rientrato a Washington da Roma.
«Il presidente Trump è il primo da decenni ad agire mentre questa minaccia del regime continuava a crescere e, come abbiamo visto, non ha fatto mistero della sua delusione ma alla fine, come ha detto il segretario di Stato, siamo stati in grado di avere conversazioni costruttive sulle aree su cui possiamo operare insieme o che devono essere affrontate, per assicurarci di lavorare verso certi principi. Le conversazioni sono state costruttive, positive, franche avanti e indietro su molti temi e penso che il punto sia di cercare dei modi per lavorare insieme. È quello che fanno gli alleati




