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Le liti interne, la «rivolta celtica» e l’ultimatum di una deputata: Starmer in bilico dopo la sconfitta

di Luigi Ippolito

Catherine West cerca di forzare le dimissioni del premier annunciando che domani lancerà la sfida per la leadership se nessun altro lo farà. Starmer richiama al governo Gordon Brown. Le mosse parallele dei partiti indipendentisti

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE 
LONDRA – Improvvisa accelerazione politica a Londra. Subito dopo il disastro elettorale di giovedì, sembrava che lo stallo attorno a Keir Starmer dovesse continuare, ma la mossa a sorpresa di una sconosciuta deputata laburista ha impresso una possibile svolta: Catherine West ha annunciato che domani lancerà la sfida per la leadership, se nessun ministro si farà avanti per deporre il premier. 

Le liti interne e la «rivolta celtica»: Starmer in bilico dopo la sconfitta

Per avviare una sfida formale occorre il sostegno di 81 deputati laburisti e la West sembra lontanissima da questo traguardo: ma se dovesse farcela, facendo leva sul grande malcontento del gruppo parlamentare, si aprirebbe formalmente la corsa alla successione, con esiti imprevedibili. La West è vista come uno «stalking horse», come dicono gli inglesi, ossia un candidato civetta mandato avanti per fare da apripista a qualcun altro: e questo qualcun altro potrebbe essere Wes Streeting, l’ambizioso ministro della Sanità che rappresenta la destra blairiana e che sogna da premier. 

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