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Wall Street, il rally che non torna: la Borsa sale con guerra e inflazione. E il mercato scommette ancora su Trump

di Walter Riolfi

L’S&P 500 torna ai record mentre gli operatori puntano sulle retromarce del presidente, ma i rischi restano elevati

Deve avere un particolare carisma Donald Trump, se Wall Street durante la sua presidenza si comporta in maniera del tutto anomala rispetto al passato o, meglio, agli anni in cui si svolsero le elezioni di metà mandato. Mentre (dal 1949 a oggi) l’indice S&P tende a sonnecchiare a partire da marzo e aprile, quest’anno invece ha ritrovato una insperata baldanza: dal minimo del 30 marzo ha guadagnato l’11% e, ben sopra i 7.000 punti, si ritrova, assieme al Nasdaq, più alto di quando era cominciata la guerra in Iran, sopra i livelli d’inizio anno e a nuovo record. A raccontarci la piacevole anomalia è Almanac Trader, nota società americana specializzata nel descrivere i comportamenti di borsa.
Ma, sotto l’apparente verità dei numeri, ci sono situazioni del tutto particolari o puramente casuali, che sfuggono alla statistica. Nel marzo 2020, ultimo anno del primo mandato Trump, Wall Street iniziò un folle volo del 60%. A fare il miracolo furono i vaccini e i lauti sussidi governativi. È vero invece che nell’aprile 2025 l’artefice del rialzo fu lo stesso Trump

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