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Fluida e comoda, ma fa poca strada in elettrico

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Mini aggiornamento

A quattro anni dal debutto, la possente suv Mazda CX-60 si aggiorna leggermente: cambiano (ancora) la taratura degli ammortizzatori e dell’Esp, i vetri laterali diventano stratificati (cioè composti da più strati per  migliorare l’insonorizzazione dell’abitacolo) e un sistema di sicurezza che rileva un eventuale malore del guidatore e ferma la vettura automaticamente in sicurezza.

La CX-60 c’è sempre con motore diesel (ora compatibile col gasolio HVO prodotto con oli  vegetali): un 3,3 litri da 200 CV (da 55.150 euro con la trazione posteriore) o con la trazione integrale e 249 cavalli (da 61.650 euro).

Per il test abbiamo usato la più potente plug-in hybrid con un 2.5 quattro cilindri a benzina e 328 CV di potenza combinata: secondo la casa percorre in media 64 km in modalità elettrica. Questa ricca Homura Plus costa 70.000 euro, mentre la “base” (ma molto meno accessoriata) costa 57.150 euro.

Veste in nero

Auto dal frontale alto e scolpito e con un lungo cofano, la Mazda CX-60 nelle versioni Homura ha i dettagli esterni neri invece che cromati: inclusa la cornice dell’ampia griglia frontale, che si raccorda ai fari a matrice di led di serie. Stesso colore per i cerchi di 20”, che

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