Il successo di una procedura sperimentale per preservare la fertilità di chi da bambino si è dovuto sottoporre a chemioterapia è un’ottima notizia per le migliaia di pazienti che hanno già messo da parte tessuti crioconservati.
Per la prima volta è stato possibile ottenere spermatozoi sani dal tessuto testicolare di un paziente che all’età di 10 anni si era sottoposto a un intervento di espianto, prima di affrontare una chemioterapia per curare l’anemia falciforme. Oggi quell’uomo ha 27 anni e desidera formare una famiglia: dai tessuti preservati e reinnestati sul suo testicolo rimasto, hanno avuto origine spermatozoi apparentemente “normali”. Lo studio, ancora in attesa di revisione paritaria, è stato pubblicato su medRxiv.
La sfida: conservare i precursori degli spermatozoi
Chemio e radioterapia sono trattamenti salvavita per chi deve curare forme di cancro. L’uomo protagonista del caso appena descritto non era affetto da tumori, ma da anemia falciforme (una malattia ereditaria del sangue). Quando era bambino, ha dovuto affrontare la chemioterapia per eliminare le cellule che producono i globuli rossi difettosi caratteristici della patologia, prima di sottoporsi a un trapianto di midollo osseo. La chemioterapia può causare infertilità, ma preservare la possibilità di avere un giorno figli biologici




