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«Lettera Ue al governo contro la riforma della caccia». Le associazioni svelano i richiami di Bruxelles

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di Alessandro Sala

La Commissione già a dicembre avrebbe espresso dubbi su alcuni punti nodali del Ddl 1552, dai visori notturni alla liberalizzazione dei richiami vivi. Intanto c’è il primo ok delle commissioni in Senato

La Commissione Europea avrebbe espresso dubbi preventivi sul contenuto della riforma della caccia presentata dalla maggioranza e arrivata al termine della fase di vaglio nelle commissioni Agricoltura e Ambiente al Senato. I rilievi sarebbero contenuti in una comunicazione inviata al governo italiano lo scorso dicembre e di cui fino ad ora non si era avuta notizia. A divulgarne l’esistenza sono state oggi sei associazioni ambientaliste e animaliste – Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia – che sono venute in possesso della missiva. 

Gli appunti arrivati da Bruxelles, secondo le associazioni, sono stati fino ad ora «volutamente ignorati» dalla premier Giorgia Meloni e dalla sua maggioranza. Nella comunicazione, la Ue prenderebbe posizione contro alcuni punti del ddl 1552, che porta le firme dei quattro capigruppo della coalizione di governo, che punta a ridefinire i limiti all’attività venatoria previsti dalla legge 157/1992, che ha come focus la tutela della fauna selvatica. Ma la revisione proposta dal centrodestra, secondo gli animalisti, va esattamente in

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